Fontana della giovinezza: a 41 anni il Daniel nazionale vola a Kona per la quinta volta

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Nel paese della precisione orologiaia e dei secondi che ticchettano inesorabili, per lui oggi il tempo si è fermato: la nuova giovinezza di Daniel Fontana riparte dal suo quinto posto all'Ironman di Zurigo e porta dritta alle Hawaii. Una quinta volta
A caccia della slot definitiva per Kona, Fontana riscrive la sua storia con la performance di oggi all'Ironman di Zurigo, che gli è valsa la qualifica per il mondiale di ottobre. Perfette le condizioni meteo alla partenza: vento assente con obbligo di muta per la frazione natatoria. I primi due fuori dall'acqua sono gli australiani Polizzi e Kastelein; Daniel esce quinto, a +00:25, insieme all'ucraino Sapunov e in buona compagnia dei favoriti di giornata, gli elvetici Wild e Van Berkel. Kastelein scappa e al passaggio del 32esimo chilometro è già in testa, seguito a 2" da Wiltshire, mentre Daniel è terzo, a 3', insieme al gruppo degli atleti più qualificati - con lui ci sono Wild, Sapunov, Van Berkel e Polizzi - mentre a 6'40" segue Schildknecht. L'australiano Cameron spinge forte sui pedali e si porta a ridosso dei due battistrada in terza posizione; Daniel è quinto al 60° chilometro in bici, nel gruppo sempre con Wild, Van Berkel, Sapunov e Polizzi. Il passaggio del 62esimo lo mostra al quarto posto, a +06:04 dalla testa di Kastelein, insieme alla compagine degli svizzeri, tra cui Wild e Van Berkel, sempre Sapunov e molti degli atleti più attesi di giornata. Ancora agganciato ai migliori, passa una prima volta l'Heartbreak Hill: sono in sette, compatti e decisi a riprendere i primi tre. Con lui sempre Wild, Van Berkel, Bolkhin e Sapunov. A 120 chilometri circa, Fontana continua a controllare da vicino gli avversari diretti, mentre davanti Wildshire perde consistenza a causa di una crisi e lascia la terza piazza per scivolare in ottava posizione. Wild è ora terzo, mentre Daniel diventa quinto e vicini a lui ci sono Sapunov e Van Berkel. Quando mancano 40 chilometri in bici, Daniel è ancora in ottima posizione, a +08:11, a poco più di un minuto dal terzo, ora lo svizzero Schildknecht, che è preceduto dall'australiano Wurf e dal suo connazionake Kastelein, l'uomo in testa. Ancora un passaggio sulla durissima collina spezza gambe (e cuore, come recita "rassicurante" il nome della temibile salita), ma la situazione è sotto controllo e mancano ormai solo 10 chilometri all'ingresso in T2, dove Daniel arriva settimo, a tre minuti dalle posizioni utili per la qualifica alle Hawaii. Caldissima questa maratona svizzera, con Daniel che incede determinato e al 27esimo è quinto, dopo il recupero di due atleti: questa è la posizione da tenere per strappare un biglietto per Kona e Daniel non la lascia certo scappare, nonostante i tentativi di rientro dell'ucraino Sapunov, a 1'44''. Taglia il traguardo per primo l'australiano Nicholas Kastelein (08:13:28), seguito dagli elvetici Ruedi Wild (08:20:37) e Jan Van Berkel (08:26:51). Poi ancora uno svizzero, Samuel Huerzeler, (08:31:37) e il nostro eroe, in 08:36:06, contro cui niente è valsa la tenacia di Daniil Sapunov (08:37:49). Per la cronaca, prima donna è la svizzera Celine Schaerer (09:23:02), poi la danese Tine Holst (09:37:44) e la svizzera Martina Kunz (09:40:08). E mentre il sole scalda inesorabile la gara dei più, il quinto posto di Daniel al traguardo di questo indimenticabile Ironman Switzerland è un brindisi con l'acqua più fresca. La quinta finale alle Hawaii di questo guerriero 41enne sembra davvero bagnata in un elisir di eterna giovinezza. Il mistero della fonte? Un miracolo che si chiama Fontana. Lunga vita a Campioni come lui.