• Joel Filliol, Italian job

    Per la prima volta l’Italia del triathlon ha un Olympic Performance Director straniero.
    Joel Filliol, un coach di indubbie qualità, è il nuovo Olympic Performance Director della Federazione italiana Triathlon per il prossimo quadriennio, quello che ci traghetterà fino a Tokyo 2020. Andiamo a conoscerlo in questa intervista di Fabio d’Annunzio.

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  • Joel Filliol, un tecnico canadese per gli azzurri del triathlon

    Occhi puntati su Tokyo 2020

    Verso Tokyo 2020 sempre più preparati: Joel Filliol sarà alla guida tecnica degli azzurri del triathlon.
    Con la maglia del Canada Joel Filliol ha partecipato ai Campionati Mondiali di Duathlon e Triathlon, per poi dedicarsi alla fine degli anni novanta alla carriera di allenatore. Inizia come coach presso il Centro Nazionale di Triathlon a Victoria, le esperienze lo forgiano e nel 2000 fonda la CompetitionZone.com,accumulando una serie di importanti successi che lo porteranno a collaborare con la nazionale Canadese e poi con quella britannica dei fratelli Brownlee.
    Attualmente Joel Filliol segue un gruppo di atleti di alto livello tra cui lo spagnolo Mario Mola, il sudafricano Richard Murray e la statunitense Katie Zaferes, e da quest’anno collaborerà con la Federazione Italiana per un programma quadriennale finalizzato alle Olimpiadi, con il duplice obiettivo di far crescere la professionalità dei tecnici italiani e la qualità degli atleti.

    Photo Credit: Tommy Zaferes / @TZaferes

  • STOP & GO N. 233 Marzo 2017

    Con la nomina di Joel Filliol quale Olympic Performance Director, la Federazione del Triathlon sembra aver fatto dopo anni di traccheggio e scelte sbagliate un passo verso il futuro; contemporaneamente, però, ha lasciato a casa qualche uomo d’esperienza internazionale, perdendo di qualità e competenza. Cosa voglia dire Olympic Performance Director non è chiaro, ma di certo il canadese è tecnico di gran spessore allenando atleti come lo spagnolo Mario Mola, il sudafricano Richard Murray e l’americana Katie Zaferes e iniziando a lavorare in collaborazione con i nostri tecnici potrebbe portare cultura. Vedremo.
    Intanto il mondo italiano del triathlon cresce e prolifera sostenuto dagli entusiasmi degli Age Group, che in Italia, finalmente, sembra aver trovato uomini, spazio e terreno fertile per fare programmi e organizzazioni.
    Con i primi di gennaio Triathlete ha cambiato il suo sito www.triathlete.it dandogli una veste più dinamica, arricchita negli spazi dedicati ai risultati e al calendario gare, creando con la rivista e i suoi new media sinergie da network della comunicazione, migliorando il livello di informazioni indirizzate ai lettori, dando maggiori spazi alle aziende produttrici e un nuovo e valido supporto agli organizzatori.
    Gennaio è poi finito in gloria con il Gala del triathlon, creato e condotto da Dario Nardone con la competenza di sempre e dove sono stati premiati i migliori atleti italiani del 2016: Fabian e Mazzetti, Degasperi e Dossena su tutti. L’appuntamento è rilanciato al 2018.

    Premiati al Galà
    Team: Woman Triathlon Italia
    Eventi: Challenge Forte Village
    Long Distance Donne: Sara Dossena
    Long Distance Uomini: Alessandro Degasperi
    Olimpico Donne: Anna Maria Mazzetti
    Olimpico Uomini: Alessandro Fabian
    Itafinisher Donne: Federica De Nicola
    Itafinisher Uomini: Enzo Bergamo
    Personaggio Donne: Lorenza Bernardi
    Personaggio Uomini: Paolo La Placa

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  • STOP & GO N. 238 Agosto 2017

    Fausto Narducci, uno dei giornalisti-simbolo della Rosa, ha scritto un articolo dal titolo Basta mezzofondo, meglio il triathlon. Una provocazione olimpica, come ha sottolineato nell’occhiello, dove suggerisce di dirottare i giovani talenti del mezzofondo italiano al triathlon per dar loro nuove prospettive olimpiche. Ahimè, quella di Narducci rimane una provocazione bella e fascinosa, una buona promozione per la triplice, ma è una strada difficilmente percorribile perché mai, o quasi mai, un mezzofondista, seppur giovane, ha le caratteristiche per diventare un buon nuotatore.
    Messo il punto sulla questione, sarebbe invece interessante se la Federazione riuscisse, attraverso il sostegno del Coni, a mandare avanti il “Progetto talenti”finalizzandolo con una scuola d’alto livello. Vedi la Spagna, per fare un esempio, dove i giovani selezionati studiano e si allenano in modo programmato.
    Della questione speriamo sia interessato anche Joel Filliol, approdato sulle rive italiane con il titolo di “Olympic Performance Director” e impegnato a sovraintendere (?!) le attività dei probabili olimpici, a far scuola sui problemi di gestione degli atleti e sulle metodiche d’allenamento... problemi che ancor più si evidenziano nelle fasce giovanili, dove spesso al campioncino in erba manca il terreno fertile per poter crescere.

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  • STOP & GO N. 241 Gennaio-Febbraio 2018

    Torna come ogni anno ormai alla quarta edizione la prima delle nostre Finish Line. Ed è un bell’appuntamento, che elenca i 3.901 atleti e le 382 donne che nel 2017 hanno partecipato ad almeno un Ironman 70.3 o a una gara su distanza similare

  • STOP & GO N. 242 Marzo 2018

    Il triathlon italiano del 2018 forse sarà rosa. Il merito, tanto per essere ton sur ton, sarà delle nostre donne con Alice Betto in primis che, elegante e felice, ha ricevuto il premio Gianni Brera

  • Tutto quello che... ad Aprile

    NOTIZIE E CURIOSITÀ: su Triathlete di questo mese trovate...

    Sono tantissime le news, tutte votate al miglioramento della quotidianità o alla performance, a partire dalla zona cambio nelle prime pagine della rivista (p. 11), dove si possono leggere informazioni sul mondo federale, sui nuovi allenatori o semplicemente far la conoscenza della suora di Ferro, Sorella Buder, che a 86 anni vanta 45 Ironman. Tornano i consigli di Alberto Casadei (p. 90) al popolo degli Age Group: il campione veneto della Polizia di Stato mette a disposizione tutta la sua esperienza per trasmettere passione e dati fondamentali nel pre e post gara.

  • World Cup New Plymouth, vincono Wilson e Kasper. Italiani in evidenza con Olmo (7^) e Barnaby (10°)

    World Cup New Plymouth, dominio dell'australiano Declan Wilson e della statunitense Kirsten Kasper. Un nuovo tassello per la stagione di Angelica Olmo, che chiude 7^. Prima top ten per Gregory Barnaby