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Importante alleata della prima frazione, è dei neofiti del nuoto, soprattutto, che la muta da triathlon diventa subito la migliore amica

Usualmente compito del biomeccanico, posizionare correttamente le tacchette sulla suola delle scarpe da bici è un'operazione che è sempre meglio imparare a gestire anche da soli, scopriamo come

Alcuni consigli per affrontare al meglio i lunghi pendii: perché, sulle discese, non si smette mai di imparare

Distorsione. E vedi le stelle. Cosa fare per guarire in fretta? Alla lettera di Chiara da Salerno risponde la dottoressa Bianca Maria Lenci, nostra fisioterapista

Non c’è dubbio che uno dei leitmotiv della preparazione di un atleta/triatleta/runner sia rappresentato dai lavori di forza o di potenziamento muscolare che dir si voglia. Allenamenti che trovano la loro massima espressione durante la preparazione invernale ma che poi, naturalmente, necessitano di qualche sistematico richiamo durante la stagione agonistica. Se sull’indispensabilità di migliorare la forza muscolare non ci sono dubbi, non sempre si hanno le idee chiare sul come farlo, nel rispetto delle caratteristiche individuali di un atleta riferite anche alla disciplina in cui gareggia.

In discesa, come in salita, è molto importante avere una buona posizione in bici, con un buon equilibrio dinamico tra le articolazioni, respirazione corretta, ottima aerodinamicità e distribuzione adeguata dei pesi tra le due ruote; si favorisce così il massimo lavoro muscolare senza compromettere l’equilibrio fisiologico ottimale di tutto l’apparato muscolo-scheletrico. Molto spesso la discesa da affrontare in bici, nelle gare di triathlon, è vista da molti come un ostacolo, soprattutto se le condizioni metereologiche non sono delle migliori. Scendere è, invece, quanto mai naturale proprio come salire o affrontare una curva. Le stesse regole che valgono nel superare una curva in pianura possono essere applicate alla discesa.

Di ferro di nome, di ferro di fatto: IronWoman come Maura da Torino, che scrive al dottor Luca Speciani, possono manifestare una carenza di ferro. Cosa fare in casi come il suo?

Se l’allenamento è il re, l’alimentazione è la regina, questo è l’incipit dell’articolo di Elena Casiraghi, la nostra nutrizionista che mette in luce come l’abbinata ottimizzi gli stimoli e ci faccia raggiungere i risultati migliori

Non solo al Pad. 9 N - Stand A 13-3, fino a lunedì 18 settembre Triathlete sarà itinerante per CosmoBike Show Verona alla scoperta delle migliori novità del settore.

Parliamo di EthicSport.
Super Dextrin è uno degli integratori alimentari energetici di EthicSport: è a base di carboidrati a cessione energetica differenziata.
Carboidrati sequenziali a lento rilascio e a elevata efficienza. Bassa pressione osmotica, ipotonico con destrine cicliche altamente ramificate.
Una speciale e innovativa miscela energetica a base di carboidrati sequenziali a elevata efficienza e durata, vantaggiosa per atleti che svolgono attività sportive intense, specialmente di endurance.
La miscela abbina per la prima volta destrine cicliche altamente ramificate (HBCD) con isomaltulosio, maltodestrine DE6 e maltodestrine DE18.
Il prodotto genera una cessione di glucosio a lento rilascio.
La formula apporta contemporaneamente 4 carboidrati con caratteristiche chimico-fisiche differenti, che seguono pertanto vie metaboliche lievemente diverse, per una graduale cessione delle energie.
Le HBCD unite alle maltodestrine DE6, abbassando la pressione osmotica della miscela, rendono più veloce il transito gastrico e nello stesso tempo permettono una più graduale cessione dell'energia all'organismo.

Eth

Triathlete presente a CosmoBike 2017 come media partner: venite a trovarci allo stand A 13-3 del padiglione 9 N di Veronafiere.
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"Una piccola avventura in un momento della mia vita speciale", Ivan Risti racconta il suo Ironman Mar Del Plata in Argentina

Già vent'anni dalla prima spedizione egiziana sul Mar Rosso, ma la trasferta TriathlonTravel più amata dagli italiani non li dimostra affatto: quasi sold out l'edizione 2018 della vacanza dinamica che non stanca mai, ma continua a incuriosire. Ancora solo due posti disponibili

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

Per la rubrica "Vita di Società", a cura di Federica Varbella e ogni mese in edicola con un nuovo numero di Triathlete, oggi parliamo di Triathlon 7C ASD

Straordinaria storia raccontata nell’omonimo docu-film di Riccardo Barlaam, che tratta della storia di sette ragazzi straordinari che, con dedizione e determinazione, si sono qualificati e hanno ottenuto medaglie alle Paralimpiadi di nuoto a Rio 2016. And now? Waiting for Tokyo 2020.

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