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Mar, Gen

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Doppiamente Triathlon: ufficiale il binomio Degasperi-CEEPO per il biennio 2017-2018. E il marchio giapponese lanciato nel 2003 dal ceo Nobuyuki Tanaka - triathleta e Ironman - è di quelli focalizzati al cento per cento sulla triplice, con soluzioni aerodinamiche perfette per la long distance, favorite dall'assenza dei vincoli dettati dall'UCI. Un nuovo guerriero nella tribù CEEPO, dunque, anzi, un samurai, come l'eroe da cui deriva il nome del brand. VIPER-R il modello super aerodinamico per far volare il Dega nelle gare più veloci, KATANA quello più leggero per le performance più impegnative, STINGER - unico telaio UCI legal - per l'allenamento, gran fondo, sprint e olimpici: insomma, una bici perfetta per ogni gara. In bocca al lupo al Dega, per la prima volta samurai sui percorsi del prossimo Ironman in Sudafrica: il 2 aprile sarà più che mai combattivo alla ricerca di punti per la finale di Kona 2017

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Nella foto, Alessandro Degasperi con Marc Andre Perron, Area Marketing CEEPO - Photo courtesy: trimax-mag.com

Non solo rugby, che del Sudafrica è lo sport nazionale: con Henri Schoeman la "Nazione Arcobaleno" si tinge dei colori del migliore triathlon mondiale 

Nessuno avrebbe scommesso un Rand sulla possibilità di vedere Henri Shoeman sul podio olimpico, eppure il giovane sudafricano (classe 1991) su quel podio è salito, terzo dopo i fratelli Brownlee, ma davanti ad affermati campioni come il suo connazionale Richard Murray e lo spagnolo Mario Mola. La sua carriera internazionale inizia nel 2009 con un bronzo ai Campionati Africani Junior, ma la crescita diventa poi difficile a causa di due fratture da stress alle tibie e di un incidente in MTB che ha come conseguenza la frattura di una clavicola. Due anni (2010-2011) di inattività o quasi, per poi ritornare a gareggiare tra alti - conquista con la staffetta del suo paese l’argento ai Giochi del Commonwealth - e bassi, e anche il 2016 non inizia al massimo: è 42esimo ad Abu Dhabi, poi sesto a Cape Town, settimo a Yokohama - risultato con cui conquista la partecipazione a Rio - ottavo a Stoccolma, ma poi è 26esimo e deluso ad Amburgo nell’ultima prestazione prima di Rio. Qualche giorno prima della gara olimpica ha la febbre, la sua partenza è in forse, ma per sua fortuna i medici sudafricani danno l’ok per la partecipazione. Dall’acqua, come sempre gli succede, esce tra i primi; tiene il passo in bici e, contrariamente al solito, gestisce il ritmo nella corsa - sesto tempo assoluto il suo - non permettendo agli inseguitori di rimontare. Da Rio a Cozumel la strada è breve e nella gara finale delle ITU WORLD TRIATHLON SERIES batte tutti: è nata una stella. "Tutto lo devo", dirà poi, "agli allenamenti fatti nella corsa, il mio punto debole, con sedute finalizzate alla resistenza, che mi hanno potato a correre i 10mila sotto i trenta minuti.".
Una gazzella. E leone allo stesso tempo.

Photo Credit: Delly Carr / International Triathlon Union :: 2016 ITU World Triathlon Grand Final Cozumel

Ci sono i nomi. Da oggi ufficiali i finalisti della 5^ edizione del Galà del Triathlon condotto a Milano da Dario Nardone assieme al nostro Fabio D'Annunzio il prossimo 28 gennaio all'Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, e di cui Triathlete è media partner assieme a Radio Dj e Bike Channel. Sono quattro per categoria i triathleti scelti tra quelli più rappresentativi per la stagione 2016, accuratamente selezionati da una Giuria degli Esperti presieduta dal nostro editore Marco Sbernadori, il papà del triathlon, e composta da quattro giornalisti (Riccardo Barlaam de Il Sole 24Ore; Alberto Fumi de La Gazzetta dello Sport, nonchè nostro collaboratore; Carlo Alberto Melis de L'Unione Sarda e Antonio Ruzzo de Il Giornale) supportati dai tecnici Fabio Vedana e Simone Biava. Dopo la nomination e una prima votazione online chiusasi ieri sera ora tocca di nuovo a voi. Avete tempo fino alle 23.59 di domenica 22 gennaio. Un clic per categoria per scegliere tra 

EVENTI: Campionati Italiani Riccione, Challenge Forte Village, Elbaman, Let’s Go Grado Triathlon

TEAM: 707 Triathlon, DDS Settimo Milanese, Now Team Palermo, Woman Triathlon Italia

#ITAFINISHER Donne: Elisa Battistoni, Federica De Nicola, Valentina Sestan, Valentina Tagliabue
#ITAFINISHER Uomini: Enzo Bergamo, Luca Bonazzi, Alfio Bulgarelli, Francesco Zane

LONG DISTANCE Donne: Martina Dogana, Sara Dossena, Gaia Peron, Francesca Tibaldi
LONG DISTANCE Uomini: Alberto Casadei, Alessandro Degasperi, Daniel Fontana, Giulio Molinari

OLIMPO Donne: Charlotte Bonin, Anna Maria Mazzetti, Angelica Olmo, Ilaria Zane
OLIMPO Uomini: Alessandro Fabian, Luca Facchinetti, Daniel Hofer, Davide Uccellari

PERSONAGGIO Donne: Lorenza Bernardi, Elisabetta Mosso, Alessia Fabbri, Silvia Riccò
PERSONAGGIO Uomini: Matteo Annovazzi, Nicola Capra, Paolo La Placa, Marco Tarabelli

Assieme a loro, ospiti d'eccezione Deejay Linus con Antonio Rossi, Assessore allo Sport e Politiche per i Giovani della Regione Lombardia, ma anche il triathleta spagnolo Ruben Ruzafa e la statunitense Gwen Jorgensen.
Ci sono tutti i presupposti: ancora una volta il Galà di Daddo Nardone promette un indimenticabile luccichio di stelle.
In questo meraviglioso universo chiamato "Triathlon".


Photo Credit

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

La società ASD Triathlon Faenza - Team Multisport nasce nel 2005, inizialmente come selezione della locale società di atletica leggera. La squadra si è evoluta nel corso di questi 11 anni, partendo dal primo nucleo di 30 iscritti, per arrivate agli attuali 80 tesserati, tutti attivi nella partecipazione di gare italiane e internazionali. Il massiccio incremento di nuove iscrizioni al triathlon si spiega con l’evoluzione della disciplina in tutta la regione e in Italia in generale, ma è anche il frutto dell’organizzazione della società; grazie, infatti, a un consiglio direttivo che si occupa del coordinamento e dell’organizzazione di tutte le attività, dalla gestione sportiva, tecnica, logistica al magazzino, dall’area fiscale ai rapporti con gli sponsor e le pubbliche amministrazioni, la società è oggi saldamente ancorata al territorio e vicina ai propri atleti. Alla gestione degli allenamenti e della preparazione agonistica dei tesserati, la società di Faenza accompagna l’organizzazione dell’importante manifestazione “3ATHLON di Faenza”, in collaborazione con l’Associazione “Tre per te”; si tratta di una gara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di agosto, alla quale partecipano oltre 600 iscritti, di cui circa 100 bimbi. Una vera e propria festa cittadina, il cui ricavato viene devoluto interamente per finanziare progetti di solidarietà e promozione sociale in ambito locale.

Ci siamo! Settembre 2016 Giochi Paralimpici di Rio, la 1ª edizione a includere nel programma ufficiale le competizioni di Paratriathlon. Alla pari di quella di Sydney per il triathlon, anche questa edizione è destinata a entrare nella storia. L’Italia sarà rappresentata da Michele Ferrarin, che si è assicurato la propria slot ai Mondiali di Chicago, e dagli atleti che si troveranno tra i primi nei ranking mondiali alla data del prossimo 30 giugno.

Qualità

La felicità di aver raggiunto un obiettivo così importante per la FiTri non viene oscurata dalla circostanza di prendere parte a un’edizione olimpica che si preannuncia sottotono rispetto a quelle viste nelle due precedenti edizioni, dove Pechino e poi Londra hanno ottenuto grandi risultati in termini qualitativi e di pubblico sia nelle competizioni olimpiche sia paralimpiche. I ritardi organizzativi ma soprattutto i grossi tagli di budget, dovuti a una profonda crisi che ha colpito il paese negli ultimi tempi, stanno incidendo profondamente sull’avvicinamento e sulla qualità finale dell’evento. A scontrarsi con questa realtà è soprattutto l’area tecnica della Itu che, sotto la guida di Thanos Nikopulos, delegato tecnico per l’evento, sta approntando dettagliati piani di emergenza per prevenire e gestire ogni problematica. A farle dimenticare è la location: Rio de Janeiro, nelle sue contraddizioni, è una città estremamente affascinante. Mentre il villaggio olimpico è stato costruito lontano dal centro, in una zona paludosa chiamata Barra, la avenue del paratriathlon è la splendida spiaggia di Copacabana, in pieno centro cittadino. La location incide fortemente sulle caratteristiche tecniche della gara.

Variabile

La variabile principale è rappresentata dal mare, che tanto potrà essere calmo, come lo scorso agosto nella gara preolimpica, tanto potrà avere onde alte fino a tre metri. Altra variabile è l’andamento delle maree, che incide fortemente sulla distanza tra le acque profonde e la zona cambio. Tale distanza assume rilevanza in quanto nell’ingresso e nell’uscita dal nuoto gli atleti sono assistiti da personale fornito dall’organizzazione e quindi, di fatto, senza possibilità di avere controllo sulla gara. Per ridurre al minimo la problematica di dover affrontare le onde allo start, si è optato per la partenza da acque profonde con un allineamento al margine di una chiatta posizionata nelle acque antistanti i muraglioni della fortezza che domina la baia. Per gli atleti saranno fondamentali le capacità direzionali e la capacità di nuotare in acque mosse e molto mosse. Un vantaggio sostanzioso preso in acqua, vista la natura della gara, potrebbe mettere una serie ipoteca sulla vittoria finale.

La bici

Il percorso ciclistico si snoda interamente sulla strada che costeggia la spiaggia, la Avenida Atlantica. Strada larga, hotel rinomati, chioschi di frutta e il passeggio di umanità che ha reso famosa Rio nel mondo: questo è ciò che circonderà gli atleti in gara. Il percorso è multilap e completamente pianeggiante, contraddistinto da lunghi rettilinei e curve a gomito. Essendo una gara a cronometro con divieto di fare scia, le doti di guida si evidenzieranno nel ritardare le staccate e nel perdere meno velocità possibile in curva. Sui rettilinei, invece, ci sarà da spingere forte, cercando di non andare però fuori giri. Ogni eccesso nella frazione ciclistica si farà sicuramente sentire nella corsa.

La frazione podistica

Anche la frazione podistica si svolgerà sulla Avenida Atlantica, con un percorso parallelo a quello podistico seppur più corto da ripetere due volte. Anche in questo caso, il percorso è molto veloce e dà la possibilità di poter controllare gli avversari anche a lunga distanza. Questa circostanza potrebbe essere sfruttata da chi proverà a rimontare da dietro. Anche questa frazione richiederà un gran cuore e la voglia di dare ogni goccio di energia per ottenere la vittoria. Per ogni lap vi sarà il passaggio in zona cambio, che verrà costruita su una pedana rialzata dal livello stradale, così come è avvenuto lo scorso anno.

Quando

Le gare saranno disputate nei giorni del 10 ed 11 settembre prossimi. A iniziare saranno gli uomini e a seguire, il giorno dopo, gareggeranno le donne. In concreto, si potrà assistere a quattro gare differenti una con partenza alle 10 ora locale, in cui parteciperanno due categorie diverse e una alle 11:20 ora locale. Al momento non è assicurata una diretta video internazionale a tutte le competizioni ma sarà possibile seguire gli eventi in streaming sul sito del Comitato Paralimpico. Mai come quest’anno la multidisciplina potrà godere di una visibilità elevata. I traguardi da raggiungere sono importanti e da seguire attentamente. Quello che conta è essere pronti a supportare e tifare i nostri portacolori. In bocca al lupo ai nostri atleti e forza Italia!

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misure: EUR da 37 a 48 - peso: 230 g - prezzo: euro 179,00

Tomaia in microfibra areata lateralmente con fori. Chiusura composta da rotore L5 Boa System con triplo passaggio. Plantare in polipropilene con fori di areazione. Suola in carbonio Toray MR60 con fori di aerazione nella parte anteriore e tacchetto posteriore intercambiabile; spoiler sovrapposto al contrafforte.

Note del produttore: la tomaia è ribassata per agevolare la calzata durante la gara. 

misure: EUR da 37 a 48 - prezzo: euro 199,00 - n. 681


Tomaia
in microfibra idrorepellente e microforata. Chiusura composta da doppio cinturino in Velcro, di cui uno rovesciato. Plantare anatomico. Suola in carbonio. Disponibile anche con suola in nylon rinforzato da carbonio.

Note del produttore: dotata di sistema di preparazione in bici, Ready to Start. 

Friedrichshafen – L'organizzazione di Eurobike 2018, ormai da tempo deliberatamente focalizzata su di un pubblico specializzato - come già anticipato a ottobre - comunica la data di apertura: 8 luglio 2018, per un'inedita Eurobike della durata di tre giorni, come da preferenza - dettata anche da costi più contenuti - della grande maggioranza dei clienti della fiera (espositori e operatori professionali). Non quattro, insomma, bensì tre: da domenica 8 luglio a martedì 10 luglio, e sarà riservata esclusivamente agli addetti al settore. Dal quartier generale di Friedrichschafen si supporta la posizione della tre giorni, dopo che già altri cambiamenti ne avevano squarciato l'orizzonte: la posticipazione della data dell'evento e l'esclusione del pubblico di consumatori erano state decise al termine dell'edizione 2016. Per incrementare la sinergia tra costruttori e operatori commerciali sono previsti dei format individuali sia prima che dopo la manifestazione: eventi di testing dei prodotti e spazi tranquilli, da adibire a un più efficace scambio diretto tra espositore e operatore professionale. Nel frattempo, Eurobike lancia l'edizione 2017, da mercoledì 30 agosto a sabato 2 settembre - giorno del Festival Day - passando per venerdì 1° settembre, con un Business Day. La strada per il tre, ormai, è stata spianata; chissà quella per il Tri... Impazienti di scoprire tutte le novità che più ci riguardano.

Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.eurobike-show.com, www.eurobikefestivalday.com oppure www.facebook.com/eurobike.tradeshow.

I consigli per chi ha iniziato l’anno con dei buoni propositi: diventare un Finish Liner

Se correre è naturale, se pedalare è una semplice questione di equilibrio, il nuoto, specie se siete dei neofiti della disciplina, qualche problema potrebbe darvelo prima di acquisire un’efficiente mobilità in acqua che permetta di affrontare in modo utile un allenamento. Superata questa prima fase con lo specifico aiuto di un istruttore - questo è un valido consiglio - o se avete già un buona capacità di “stare in acqua” nuotando tranquillamente nei tre stili più classici - crawl, dorso e rana - potete iniziare ad allenarvi percorrendo distanze variabili che sommate tra loro devono arrivare ai 4/5mila metri per seduta con l’obiettivo di nuotare con una certa facilità per una ventina di minuti consecutivamente. Appropriarsi pienamente della tecnica natatoria migliorando l’acquaticità sarà un elemento determinante per dare in futuro qualità agli allenamenti.
Nel ciclismo i problemi sono diversi ma anche in questo caso il problema della “destrezza” è importante perché solitamente ci si allena in gruppo ed è meglio saperci andare in bicicletta prima di fare e farsi qualche danno. Obiettivo principale sarà quello di arrivare a percorrere un centinaio di chilometri consecutivi a ritmo elevato e per arrivarci un buon allenamento può prevedere 2 o 3 brevi uscite settimanali di una cinquantina di chilometri con frequenti cambiamenti di ritmo.
Correre sarà forse il più semplice degli allenamenti non essendo legato a strutture o a mezzi meccanici, basta trovare un parco e girarci intorno alternando la corsa a camminate veloci con l’intento di arrivare a correre 5 chilometri in una ventina di minuti. A questo punto sarete nelle condizioni migliori per preparare il vostro primo triathlon.
Un consiglio: fatevi fare delle tabelle d’allenamento da un tecnico e rispettatele.

I nostri primi due mesi

Cambio di stile di vita per i nostri 45 neofiti in questi primi mesi di attività da triatleta. La nostra mission del progetto: raggiungere il benessere mediante il triathlon. Ignazio Antonacci, patron del progetto, ci parla della preparazione atletica e dei primi test “sul campo”. Il tutto completato da una pratica tabella di allenamento.

Ecco arrivato il primo periodo di preparazione intensa

Si intensifica la preparazione per la nuova stagione. Un buon consiglio è quello di inserire gare dell’inverno: campestri e ciclo cross. Diamantini segnala che proprio questo è il periodo giusto per piccoli/grandi cambiamenti, che possono essere una bici o scarpe nuove, una diversa postura, due ruote ecc. Con Rondelli parliamo del fondo lento: tutti lo fanno, ma in pochi sanno realmente interpretarlo. Vediamo con lui come farlo al meglio. Ecco il nuoto e i suoi diversi modi di allenarlo, argomento che affrontiamo col nostro tecnico Gozzi che completa il suo articolo con un’esemplificativa tabella di allenamento. Il “blocco allenamento” procede con la constatazione che spesso l’Ironman non basta più; le gare estreme, infatti, stanno avendo sempre più notorietà con le loro distanze analoghe alla long distance ma con percorsi molto più impegnativi. Sì, ma come prepararle? Ce lo spiega Andrea Gabba. Chiudiamo con Nadia Cortassa, che ci parla del settore giovanile: i mesi più freddi sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo di ogni atleta, in quanto si ha il tempo per lavorare su aspetti specifici. Scopri di più sul numero di gennaio-febbraio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Allergie, farmaci e performance

Speciani ci spiega la stretta correlazione tra alimentazione e prestazione sportiva. Inutile, anzi, dannoso è la soppressione del sintomo naturale di sfogo; meglio la via naturale suggerita dalla medicina di segnale, quella di una rotazione quotidiana degli alimenti verso cui si è più sensibili. Scopri di più sul numero di gennaio-febbraio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Microbiota sano, salute e prestazioni

Luca Speciani ci informa sulla stretta correlazione esistente tra un microbiota sano, la salute e le prestazioni. Ci sono alimenti che favoriscono lo sviluppo delle specie a noi più utili, dandoci così una flora microbica che ci terrà magri, senza infezioni e che detossificherà i nostri cibi, favorendo il nostro sistema immunitario. Perciò attenti a ciò che mangiamo. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Luca Speciani, medico e nutrizionista, ci spiega cosa c’è da sapere
Dalla corrispondenza dei nostri lettori, ecco sottoporci un quesito: ci può essere qualche controindicazione per chi è iperglicemico o resistente insulinico alla pratica agonistica? La risposta è sicuramente positiva. In sintesi: incominciando a fare sport con regolarità si costruisce la migliore e più efficace difesa contro la progressione del diabete, tardando sicuramente il suo insorgere rispetto ai non sportivi e sorprendentemente, una volta appalesato, addirittura farlo regredire e non presentarsi mai più nella vita.