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misure: EUR da 38 a 47 - prezzo: euro 299,00

Tomaia in mesh con applicazioni termosaldate e rinforzi gommati; struttura stabilizzante interna. Chiusura composta da doppio cinturino in Velcro (di cui uno invertito). Plantare Zero Loss Power, anatomico e antibatterico, estraibile. Intersuola in nylon rinforzato. Suola in carbonio bidirezionale con area gommata per il fissaggio delle tacchette.

Indicata per atleti professionisti e di alto livello tecnico. 

misure: EUR da 39 a 48 - peso: 261 g - prezzo: euro 199,90

Tomaia realizzata in un unico pezzo, in microfibra microforata con tallone anatomico, esterno. Chiusura composta da doppio cinturino in Velcro. Plantare anatomico, estraibile. Suola in carbonio con inserti in gomma antiscivolo. Disponibile anche con suola Speedplay Full Carbon e suola in nylon.

Note del produttore: ideale anche per praticare spinning.

misure: EUR da 37 a 48 - peso: 284 g 

Tomaia in materiale poliuretanico e mesh con protezione su punta e tallone con fori di aerazione; inserti catarifrangenti Reflective. Chiusura composta da doppia fascia in Velcro (bidirezionale), di cui una rovesciata. Plantare in EVA, lavabile e traforato. Intersuola in fibra di vetro rinforzata in nylon. Suola in nylon e fibra di vetro con sistema di ventilazione Air Control e tacchetto antiscivolo in TPU. 

I consigli per chi ha iniziato l’anno con dei buoni propositi: diventare un Finish Liner

Se correre è naturale, se pedalare è una semplice questione di equilibrio, il nuoto, specie se siete dei neofiti della disciplina, qualche problema potrebbe darvelo prima di acquisire un’efficiente mobilità in acqua che permetta di affrontare in modo utile un allenamento. Superata questa prima fase con lo specifico aiuto di un istruttore - questo è un valido consiglio - o se avete già un buona capacità di “stare in acqua” nuotando tranquillamente nei tre stili più classici - crawl, dorso e rana - potete iniziare ad allenarvi percorrendo distanze variabili che sommate tra loro devono arrivare ai 4/5mila metri per seduta con l’obiettivo di nuotare con una certa facilità per una ventina di minuti consecutivamente. Appropriarsi pienamente della tecnica natatoria migliorando l’acquaticità sarà un elemento determinante per dare in futuro qualità agli allenamenti.
Nel ciclismo i problemi sono diversi ma anche in questo caso il problema della “destrezza” è importante perché solitamente ci si allena in gruppo ed è meglio saperci andare in bicicletta prima di fare e farsi qualche danno. Obiettivo principale sarà quello di arrivare a percorrere un centinaio di chilometri consecutivi a ritmo elevato e per arrivarci un buon allenamento può prevedere 2 o 3 brevi uscite settimanali di una cinquantina di chilometri con frequenti cambiamenti di ritmo.
Correre sarà forse il più semplice degli allenamenti non essendo legato a strutture o a mezzi meccanici, basta trovare un parco e girarci intorno alternando la corsa a camminate veloci con l’intento di arrivare a correre 5 chilometri in una ventina di minuti. A questo punto sarete nelle condizioni migliori per preparare il vostro primo triathlon.
Un consiglio: fatevi fare delle tabelle d’allenamento da un tecnico e rispettatele.

I nostri primi due mesi

Cambio di stile di vita per i nostri 45 neofiti in questi primi mesi di attività da triatleta. La nostra mission del progetto: raggiungere il benessere mediante il triathlon. Ignazio Antonacci, patron del progetto, ci parla della preparazione atletica e dei primi test “sul campo”. Il tutto completato da una pratica tabella di allenamento.

Ecco arrivato il primo periodo di preparazione intensa

Si intensifica la preparazione per la nuova stagione. Un buon consiglio è quello di inserire gare dell’inverno: campestri e ciclo cross. Diamantini segnala che proprio questo è il periodo giusto per piccoli/grandi cambiamenti, che possono essere una bici o scarpe nuove, una diversa postura, due ruote ecc. Con Rondelli parliamo del fondo lento: tutti lo fanno, ma in pochi sanno realmente interpretarlo. Vediamo con lui come farlo al meglio. Ecco il nuoto e i suoi diversi modi di allenarlo, argomento che affrontiamo col nostro tecnico Gozzi che completa il suo articolo con un’esemplificativa tabella di allenamento. Il “blocco allenamento” procede con la constatazione che spesso l’Ironman non basta più; le gare estreme, infatti, stanno avendo sempre più notorietà con le loro distanze analoghe alla long distance ma con percorsi molto più impegnativi. Sì, ma come prepararle? Ce lo spiega Andrea Gabba. Chiudiamo con Nadia Cortassa, che ci parla del settore giovanile: i mesi più freddi sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo di ogni atleta, in quanto si ha il tempo per lavorare su aspetti specifici. Scopri di più sul numero di gennaio-febbraio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Allergie, farmaci e performance

Speciani ci spiega la stretta correlazione tra alimentazione e prestazione sportiva. Inutile, anzi, dannoso è la soppressione del sintomo naturale di sfogo; meglio la via naturale suggerita dalla medicina di segnale, quella di una rotazione quotidiana degli alimenti verso cui si è più sensibili. Scopri di più sul numero di gennaio-febbraio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Microbiota sano, salute e prestazioni

Luca Speciani ci informa sulla stretta correlazione esistente tra un microbiota sano, la salute e le prestazioni. Ci sono alimenti che favoriscono lo sviluppo delle specie a noi più utili, dandoci così una flora microbica che ci terrà magri, senza infezioni e che detossificherà i nostri cibi, favorendo il nostro sistema immunitario. Perciò attenti a ciò che mangiamo. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Luca Speciani, medico e nutrizionista, ci spiega cosa c’è da sapere
Dalla corrispondenza dei nostri lettori, ecco sottoporci un quesito: ci può essere qualche controindicazione per chi è iperglicemico o resistente insulinico alla pratica agonistica? La risposta è sicuramente positiva. In sintesi: incominciando a fare sport con regolarità si costruisce la migliore e più efficace difesa contro la progressione del diabete, tardando sicuramente il suo insorgere rispetto ai non sportivi e sorprendentemente, una volta appalesato, addirittura farlo regredire e non presentarsi mai più nella vita.

Tutto Triathlon

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"UNA" onlus vuole farli stare "insieme". Praticando sport. Così l'Associazione Genitori Oncologia Pediatrica UNA Milano onlus è coerente con sé stessa: l'avverbio latino "una", infatti, significa proprio questo. Ed è così che impareranno il ciclismo e il triathlon: in compagnia gli uni degli altri, bambini non solo normodotati ma anche con alcune patologie, comprese quelle oncologiche. Per la nuova scuola dedicata a ragazzi da 6 a 18 anni l'intento è terapeutico, come racconta Raffaele Gerbi, fondatore a Paullo di UNA Tricycleschool - Raschiani Triathlon Pavese Kids academy. Bambini e adolescenti anche ammalati ma nelle possibilità fisiche di praticare del sano sport impareranno i segreti della triplice. Eccelenti esempi alla presentazione del progetto: a Paullo, venerdì sera, c'erano piccoli e Grandi, tra campioni vecchi e nuovi del ciclismo e Daniel Fontana in rappresentanza del nostro triathlon. Con "UNA" da oggi in poi ogni pensiero in più allo sport sarà un pensiero in meno rivolto alla malattia. 

www.una-milano.org

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Quel timore riverenziale del noefita nei confronti del triathlon quando legge che a praticarlo sono Ironman... e astronauti! Tranquilli, alla fine siamo tutti "esseri umani". Come noi, anche Luca Parmitano. Già, perchè nella definizione di "astronauta" o "cosmonauta" si parla proprio di "un essere umano che viaggia nello spazio". Eppure, diciamocelo, "gli astronauti sono persone normali, MA che fanno cose straordinarie". Citazioni cinematografiche a parte, l'astronauta italiano dell'ESA (European Space Agency) Luca Parmitano sarà anche una "persona normale", ma alle imprese straordinarie compiute nello spazio, sulla Terra ha aggiunto anche quella dell'Ironman. Che poi, a documentarsi meglio, ragionano un po' da triathleti questi astronauti: ad esempio, tra le culture dei diversi paesi vigono differenti criteri per determinare il significato dell'aver compiuto un "viaggio nello spazio". Negli Stati Uniti devi aver superato quota 50 miglia di altitudine, in Russia devi aver ultimato una traiettoria orbitale, ovvero almeno un giro attorno alla Terra. La Federazione Internazionale Aeronautica (FAI), invece, definisce "voli spaziali" quelli superiori ai 100 km. E poi ancora, gli statunitensi ti definiscono "astronauta" non appena sia iniziato l'addestramento, mentre i russi aspettano il successo del battesimo nello spazio. E se il tutto si riassume in una diatriba simile alla nostra, quella tra "semplici triathleti" o Ironman, tra puristi di un circuito o di un altro, tra integralisti della bici da strada o amanti del cross country, Luca Parmitano ha voluto tagliare la testa al toro, calpestando il vulcanico suolo di Kona, che poi, forse, non è poi così diverso da quello di Marte, dove potremmo arrivare tra 20 anni. Proprio commentando questa possibilità, Parmitano ricorda quanto tutto ciò che è pensabile sia possibile, un karma in cui noi ci riconosciamo. Da primo italiano ad aver effettuato un'attività extraveicolare (EVA) con passeggiata spaziale, a Ironman alle Hawaii per sfidare la forza di gravità o, meglio, gli effetti negativi cui erano stati sottoposti i suoi muscoli in assenza di essa: così si è raccontato al Corriere della Sera
Ma come direbbe la sua collega Samantha Cristoforetti, "decidere di fare l'astronauta non è come decidere di fare l'avvocato o l'architetto. Si devono verificare una serie di condizioni e ci vuole una buona dose di fortuna". Lo stesso, per diventare Ironman Finisher. E Parmitano, quando dice di essere uno positivo perché pensa di aver perso il diritto di essere scontento, forse un po' fortunato si sente davvero.
Prossimo impegno con i piedi per terra sarà l'IRONMAN a The Woodslands, vicino a Houston. Per @astro_luca, ovviamente, nessun problema! 

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Dal tramonto all'alba, Monza su due ruote e in notturna per la terza edizione della 12H Cycling Marathon del 3 e del 4 giugno; sono aperte le iscrizioni. Innamoràti del ciclismo e, perché no, del triathlon, avete tempo ancora fino al 14 febbraio per iscrivervi con la tariffa ridotta “Welcome Fee”. 
Con 900 partecipanti nel 2016 - anche provenienti da fuori regione e dall'estero - oltre a 2.500 spettatori e 40 aziende partner, la #12hmonza 2017 aspetta anche noi. E prima ancora di giugno, l'Autodromo di Monza fa scaldare il proprio asfalto dai professionisti del Giro d'Italia: domenica 28 maggio saranno scintille lungo i 5,793 chilometri per la gara a cronometro, tappa conclusiva del Giro d'Italia, che per la sua centesima edizione ha scelto un palcoscenico di velocità per eccellenza. Night riders e amanti del ciclismo di endurance, scendete in campo, il vostro Gran Premio sarà in notturna, dal tramonto all'alba, ovvero dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Adrenalina e divertimento a rischiarare la notte di cui esistono gemelle in Inghilterra con la "Revolve24" di Brands Hatch, in Germania con la "Rad am Ring" sull'autodromo del Nurbringring, oppure in Francia con la "24 Héures Vélo" di Le Mans. Aperta a team di 2, 4 e 8 componenti, compresa l'opportunità di aderire a progetti charity con il programma "pedala solidale", la 12H Cycling Marathon si fa pedalare anche da tanti impavidi solitari, che con la musica di Radio DeeJay riusciranno a tenere il giusto ritmo. Insomma, bike like a deejay, puoi farlo anche tu: sfrecciare a Monza con sole due ruote!

#12hMonza #cyclingmarathon #trainingfor12H
www.cyclingmarathon.com
Questo il video dell'edizione 2016.

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La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

La società ASD Triathlon Faenza - Team Multisport nasce nel 2005, inizialmente come selezione della locale società di atletica leggera. La squadra si è evoluta nel corso di questi 11 anni, partendo dal primo nucleo di 30 iscritti, per arrivate agli attuali 80 tesserati, tutti attivi nella partecipazione di gare italiane e internazionali. Il massiccio incremento di nuove iscrizioni al triathlon si spiega con l’evoluzione della disciplina in tutta la regione e in Italia in generale, ma è anche il frutto dell’organizzazione della società; grazie, infatti, a un consiglio direttivo che si occupa del coordinamento e dell’organizzazione di tutte le attività, dalla gestione sportiva, tecnica, logistica al magazzino, dall’area fiscale ai rapporti con gli sponsor e le pubbliche amministrazioni, la società è oggi saldamente ancorata al territorio e vicina ai propri atleti. Alla gestione degli allenamenti e della preparazione agonistica dei tesserati, la società di Faenza accompagna l’organizzazione dell’importante manifestazione “3ATHLON di Faenza”, in collaborazione con l’Associazione “Tre per te”; si tratta di una gara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di agosto, alla quale partecipano oltre 600 iscritti, di cui circa 100 bimbi. Una vera e propria festa cittadina, il cui ricavato viene devoluto interamente per finanziare progetti di solidarietà e promozione sociale in ambito locale.

Ci siamo! Settembre 2016 Giochi Paralimpici di Rio, la 1ª edizione a includere nel programma ufficiale le competizioni di Paratriathlon. Alla pari di quella di Sydney per il triathlon, anche questa edizione è destinata a entrare nella storia. L’Italia sarà rappresentata da Michele Ferrarin, che si è assicurato la propria slot ai Mondiali di Chicago, e dagli atleti che si troveranno tra i primi nei ranking mondiali alla data del prossimo 30 giugno.

Qualità

La felicità di aver raggiunto un obiettivo così importante per la FiTri non viene oscurata dalla circostanza di prendere parte a un’edizione olimpica che si preannuncia sottotono rispetto a quelle viste nelle due precedenti edizioni, dove Pechino e poi Londra hanno ottenuto grandi risultati in termini qualitativi e di pubblico sia nelle competizioni olimpiche sia paralimpiche. I ritardi organizzativi ma soprattutto i grossi tagli di budget, dovuti a una profonda crisi che ha colpito il paese negli ultimi tempi, stanno incidendo profondamente sull’avvicinamento e sulla qualità finale dell’evento. A scontrarsi con questa realtà è soprattutto l’area tecnica della Itu che, sotto la guida di Thanos Nikopulos, delegato tecnico per l’evento, sta approntando dettagliati piani di emergenza per prevenire e gestire ogni problematica. A farle dimenticare è la location: Rio de Janeiro, nelle sue contraddizioni, è una città estremamente affascinante. Mentre il villaggio olimpico è stato costruito lontano dal centro, in una zona paludosa chiamata Barra, la avenue del paratriathlon è la splendida spiaggia di Copacabana, in pieno centro cittadino. La location incide fortemente sulle caratteristiche tecniche della gara.

Variabile

La variabile principale è rappresentata dal mare, che tanto potrà essere calmo, come lo scorso agosto nella gara preolimpica, tanto potrà avere onde alte fino a tre metri. Altra variabile è l’andamento delle maree, che incide fortemente sulla distanza tra le acque profonde e la zona cambio. Tale distanza assume rilevanza in quanto nell’ingresso e nell’uscita dal nuoto gli atleti sono assistiti da personale fornito dall’organizzazione e quindi, di fatto, senza possibilità di avere controllo sulla gara. Per ridurre al minimo la problematica di dover affrontare le onde allo start, si è optato per la partenza da acque profonde con un allineamento al margine di una chiatta posizionata nelle acque antistanti i muraglioni della fortezza che domina la baia. Per gli atleti saranno fondamentali le capacità direzionali e la capacità di nuotare in acque mosse e molto mosse. Un vantaggio sostanzioso preso in acqua, vista la natura della gara, potrebbe mettere una serie ipoteca sulla vittoria finale.

La bici

Il percorso ciclistico si snoda interamente sulla strada che costeggia la spiaggia, la Avenida Atlantica. Strada larga, hotel rinomati, chioschi di frutta e il passeggio di umanità che ha reso famosa Rio nel mondo: questo è ciò che circonderà gli atleti in gara. Il percorso è multilap e completamente pianeggiante, contraddistinto da lunghi rettilinei e curve a gomito. Essendo una gara a cronometro con divieto di fare scia, le doti di guida si evidenzieranno nel ritardare le staccate e nel perdere meno velocità possibile in curva. Sui rettilinei, invece, ci sarà da spingere forte, cercando di non andare però fuori giri. Ogni eccesso nella frazione ciclistica si farà sicuramente sentire nella corsa.

La frazione podistica

Anche la frazione podistica si svolgerà sulla Avenida Atlantica, con un percorso parallelo a quello podistico seppur più corto da ripetere due volte. Anche in questo caso, il percorso è molto veloce e dà la possibilità di poter controllare gli avversari anche a lunga distanza. Questa circostanza potrebbe essere sfruttata da chi proverà a rimontare da dietro. Anche questa frazione richiederà un gran cuore e la voglia di dare ogni goccio di energia per ottenere la vittoria. Per ogni lap vi sarà il passaggio in zona cambio, che verrà costruita su una pedana rialzata dal livello stradale, così come è avvenuto lo scorso anno.

Quando

Le gare saranno disputate nei giorni del 10 ed 11 settembre prossimi. A iniziare saranno gli uomini e a seguire, il giorno dopo, gareggeranno le donne. In concreto, si potrà assistere a quattro gare differenti una con partenza alle 10 ora locale, in cui parteciperanno due categorie diverse e una alle 11:20 ora locale. Al momento non è assicurata una diretta video internazionale a tutte le competizioni ma sarà possibile seguire gli eventi in streaming sul sito del Comitato Paralimpico. Mai come quest’anno la multidisciplina potrà godere di una visibilità elevata. I traguardi da raggiungere sono importanti e da seguire attentamente. Quello che conta è essere pronti a supportare e tifare i nostri portacolori. In bocca al lupo ai nostri atleti e forza Italia!